Atena Waves - Inspired by Nature

22.000 RESPIRI

Monitoraggio della qualità degli ambienti interni

22.000 RESPIRI

Guarda in tempo reale cosa stai respirando

intro
22.000 RESPIRI

Ogni giorno respiriamo circa 22.000 volte.

La qualità di quei respiri dipende dall’aria degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo.

Il Progetto 22.000 Respiri nasce per misurare in modo oggettivo il microclima indoor e fornire dati reali, non percezioni.

Case, uffici, scuole, attività artigianali: trascorriamo la maggior parte del nostro tempo in ambienti chiusi.
Eppure raramente abbiamo dati reali su ciò che respiriamo.

A chi si rivolge

areas
  • Privati

    • Abitazioni

    • Condomini

    • Studi professionali

    • Ambienti con muffa, aria “pesante” o scarsa ventilazione

  • Enti pubblici

    • Scuole e asili

    • Uffici pubblici

    • Studi

    • Biblioteche

    • Edifici storici

  • Aziende e attività artigianali

    • Parrucchieri ed estetiste

    • Laboratori artigianali

    • Studi tecnici e coworking

    • Ambienti produttivi con utilizzo di solventi, colle, vernici o sostanze chimiche

    • Spazi aperti al pubblico con elevato affollamento

    • Ambienti con muffa, aria “pesante” o scarsa ventilazione

    • In queste realtà la qualità dell’aria non è solo comfort, ma anche tutela della salute, responsabilità professionale e immagine aziendale.

Ogni ambiente ha una propria dinamica microclimatica.
Il nostro compito è renderla misurabile.

Cosa monitoriamo

what

Il sistema può rilevare in continuo:
[ Clicca per i dettagli di ogni misurazione ]

CO₂ (indicatore di ventilazione e ricambio d’aria)
Il primo indicatore del ricambio d’aria

L’anidride carbonica non è un inquinante in senso stretto ai livelli normalmente presenti negli ambienti indoor. È il gas che produciamo respirando. Tuttavia, è il miglior indicatore della qualità del ricambio d’aria.

Quando in un ambiente chiuso la concentrazione di CO₂ aumenta, significa che l’aria non viene sostituita a sufficienza. In altre parole, stiamo respirando aria già respirata.

Livelli elevati possono provocare sonnolenza, calo della concentrazione e sensazione di aria “pesante”. In uffici, scuole o sale riunioni la CO₂ è spesso il primo parametro che segnala ventilazione insufficiente.

Non esiste un limite sanitario rigido per le abitazioni, ma valori inferiori a 800 ppm indicano una buona ventilazione, mentre oltre 1200–1500 ppm è opportuno intervenire aumentando il ricambio d’aria.

Monitorare la CO₂ significa capire se l’edificio respira correttamente.

Cosa analizziamo nel report finale

La CO₂ viene interpretata come indicatore di ventilazione.
Nel report valutiamo:

  • Valori medi e massimi durante le ore di occupazione
  • Tempi di permanenza sopra soglie indicative (800–1200 ppm)
  • Capacità dell’ambiente di recuperare valori ottimali
  • Relazione tra affollamento e ricambio d’aria

Forniamo indicazioni pratiche per ottimizzare la ventilazione naturale o meccanica.

Composti Organici Volatili (VOC)
Le emissioni invisibili di materiali e prodotti

I Composti Organici Volatili (VOC) sono gas rilasciati da molti materiali e prodotti di uso comune: vernici, colle, arredi nuovi, detergenti, profumatori, materiali edilizi.

Spesso aumentano dopo ristrutturazioni o arredamenti recenti. Possono provocare irritazioni, mal di testa o sensazione di fastidio in soggetti sensibili.

Non esiste un unico limite normativo per il valore complessivo (TVOC) negli ambienti residenziali, ma in genere valori inferiori a 300 ppb sono considerati buoni, mentre concentrazioni superiori indicano la necessità di migliorare ventilazione o valutare le sorgenti emissive.

Monitorare i VOC significa comprendere quanto l’ambiente rilascia sostanze nell’aria.

Cosa analizziamo nel report finale

I VOC vengono letti come indicatore delle emissioni interne.

Analizziamo:

  • Livello medio complessivo (TVOC)
  • Eventuali aumenti in fasce orarie specifiche
  • Correlazione con temperatura e ventilazione
  • Possibili sorgenti emissive (materiali, prodotti, arredi)

Nel report indichiamo se è sufficiente migliorare il ricambio d’aria o se è opportuno valutare le fonti.

PM2.5 e PM1.0 (polveri sottili)
Le polveri sottili che non si vedono

Le polveri sottili sono particelle microscopiche sospese nell’aria. Le PM2.5 hanno diametro inferiore a 2,5 micrometri, le PM1 sono ancora più piccole.

Possono provenire dall’esterno (traffico, combustioni, attività industriali) ma anche dall’interno: cucina, candele, camini, stampanti, lavorazioni artigianali.

Il problema è dimensionale: più sono piccole, più penetrano in profondità nelle vie respiratorie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda per le PM2.5 una media annua inferiore a 5 µg/m³ e una media giornaliera inferiore a 15 µg/m³.

Negli ambienti indoor le concentrazioni possono aumentare rapidamente durante determinate attività. Monitorarle permette di capire quali comportamenti o situazioni influenzano maggiormente la qualità dell’aria.

Cosa analizziamo nel report finale

Le polveri sottili vengono analizzate in relazione alle attività svolte nell’ambiente.

Valutiamo:

  • Andamento giornaliero e picchi legati a eventi specifici
  • Persistenza delle concentrazioni dopo le attività
  • Confronto con i valori guida OMS
  • Possibili fonti interne o infiltrazioni dall’esterno

Proponiamo eventuali strategie di riduzione (ventilazione, filtrazione, modifica comportamentale).

Umidità relativa
L’equilibrio tra comfort e rischio muffa

L’umidità relativa rappresenta la quantità di vapore acqueo presente nell’aria. È un parametro fondamentale sia per il comfort sia per la salute dell’edificio.

Valori troppo bassi (sotto il 35%) possono causare secchezza delle mucose e disagio. Valori troppo elevati (oltre il 60–65%) favoriscono la formazione di condensa e muffe.

Il range ottimale è generalmente compreso tra il 40% e il 60%.

Monitorare l’umidità significa prevenire patologie edilizie e migliorare il benessere abitativo.

Cosa analizziamo nel report finale

L’umidità viene valutata in relazione a comfort e rischio muffa.

Consideriamo:

  • Permanenza fuori dal range 40–60%
  • Oscillazioni giornaliere
  • Relazione con temperatura e occupazione
  • Possibile rischio di condensazione superficiale

Forniamo indicazioni per riequilibrare il microclima.

Temperatura
Non solo comfort

La temperatura influenza il comfort percepito, ma anche la dinamica degli inquinanti e la formazione di muffe. Ambienti troppo freddi possono favorire condense superficiali; ambienti troppo caldi possono aumentare le emissioni di VOC.

In inverno il range consigliato è 20–22°C, in estate 24–26°C.

È un parametro apparentemente semplice, ma centrale nell’equilibrio microclimatico.

Cosa analizziamo nel report finale

La temperatura viene interpretata come parametro base del sistema microclimatico.

Valutiamo:

  • Stabilità nel tempo
  • Differenze tra fasce orarie
  • Impatto su umidità e VOC
  • Coerenza con standard di comfort

Se emergono criticità, suggeriamo strategie di regolazione e gestione energetica.

Pressione atmosferica

Il parametro che aiuta a interpretare La pressione atmosferica non è un inquinante, ma è fondamentale per interpretare i dati.

Le variazioni di pressione influenzano l’ingresso di gas dal suolo, come il radon, e modificano l’equilibrio tra interno ed esterno. In alcuni casi spiegano oscillazioni improvvise nei valori monitorati.

È un parametro di lettura tecnica, utile per comprendere il comportamento dell’edificio.

Cosa analizziamo nel report finale

La pressione viene utilizzata come parametro interpretativo.

Nel report analizziamo:

  • Correlazione con variazioni del radon
  • Eventuali dinamiche di infiltrazione
  • Influenza delle condizioni meteorologiche

Serve a comprendere il comportamento dell’edificio nel suo insieme.

Radon (monitoraggio dedicato)
Un gas naturale che non si vede, ma si può misurare

Il radon è un gas radioattivo naturale che si forma nel terreno dal decadimento dell’uranio presente nelle rocce. È invisibile, inodore e non provoca alcuna sensazione immediata. Proprio per questo può essere presente in un edificio senza che ce ne accorgiamo.

Dal suolo tende a risalire verso la superficie e può entrare negli ambienti attraverso piccole fessure nelle fondazioni, giunti strutturali, passaggi di tubazioni o locali interrati non ventilati. Una volta all’interno può accumularsi, soprattutto ai piani bassi.

L’esposizione prolungata a concentrazioni elevate è associata a un aumento del rischio di tumore polmonare. È considerato la seconda causa dopo il fumo.

In Italia il riferimento normativo è il D.Lgs. 101/2020, che fissa un livello di riferimento di 300 Bq/m³ come media annua. Nei luoghi di lavoro in determinate condizioni la misura è obbligatoria.

Il punto fondamentale è questo: non conta il picco giornaliero, ma la media nel tempo. Il radon non si percepisce, ma si misura e si può ridurre con interventi tecnici mirati.

Cosa analizziamo nel report finale

Nel report non ci limitiamo a indicare la concentrazione media rilevata.

Analizziamo:

  • Andamento nel tempo (variazioni giornaliere e settimanali)
  • Correlazione con pressione atmosferica e ventilazione
  • Presenza di picchi ricorrenti
  • Confronto con il livello di riferimento (300 Bq/m³ media annua)
  • Valutazione del rischio in base alla tipologia edilizia

Se necessario, indichiamo le possibili strategie tecniche di mitigazione più adatte al caso specifico.

Non si tratta di una misurazione istantanea, ma di un’analisi nel tempo che permette di comprendere il comportamento reale dell’ambiente durante le normali attività quotidiane o lavorative.

Monitoraggio in tempo reale

real-time

Qui sotto puoi visualizzare una dashboard attiva, collegata alla installazione dell’apparato collocato presso il nostro ufficio.

Parametri monitorati:

Scala dei valori di riferimento

Perché monitorare

why

La qualità dell’aria indoor non dipende da un solo parametro.

È il risultato dell’interazione tra:

  • Ventilazione
  • Materiali
  • Occupazione degli spazi
  • Comportamento dell’edificio
  • Condizioni esterne

Un edificio può sembrare salubre e avere squilibri invisibili.
Oppure può essere efficiente energeticamente ma con scarso ricambio d’aria.

Senza misura non si può valutare.

Noleggio del sistema di monitoraggio

solutions

Offriamo i nostri apparati in noleggio temporaneo per effettuare un check-up ambientale completo.

Monitoraggio 10 giorni

Analisi microclimatica completa (Radon, CO₂, VOC, polveri, umidità, temperatura, pressione).

Ideale per:

  • abitazioni
  • uffici
  • scuole
  • attività commerciali
Monitoraggio 20 giorni (con report Radon)

Include la valutazione della concentrazione media di radon per 20 giorni, per poter garantire maggior affidabilità del dato.

Consigliato per:

  • piani terra e seminterrati
  • edifici storici
  • ambienti poco ventilati
  • immobili oggetto di ristrutturazione
  • dovunque ci sia già il sospetto della presenza di Radon

Come funziona

how

Spediamo l’apparato con istruzioni per la installazione.

  1. Collocate l’apparato sensoristico seguendo le istruzioni contenute nella valigetta o inquadrando il codice QR che vi permetterà di accedere ad un filmato dedicato. Questo apparato ha batterie autonome e non deve essere collegato alla presa di corrente.
  2. Collegare il router ad una presa di corrente. Il router è già collegato via radio all’apparato e trasmetterà i dati alla nostra piattaforma per iniziare il monitoraggio.
  3. Il sistema registra i dati in continuo.
  4. Al termine del periodo il corriere recupererà la valigetta con gli apparati.
  5. Elaboriamo un report tecnico e ti forniamo interpretazione dei risultati e indicazioni operative.

Un servizio orientato alla responsabilità

responsability

Per i privati è uno strumento di consapevolezza.

Per gli enti pubblici è supporto tecnico oggettivo.

Per le aziende e le attività artigianali è anche un elemento di tutela, trasparenza e qualità del servizio offerto ai clienti.

Non partiamo dall’idea che esista un problema.
Partiamo dalla volontà di verificarlo.

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